cristina's profileCri’s RoomPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
L'incertezza e la pauraE la paura si impadronisce di me.
Mi rincorre, mi alita sul collo, e mi branca. Come un leone azzanna una gazzella. Inesorabile.
Sono giorni difficili. In cui è necessario mantenere lucidità e autocontrollo, soprattutto per lei.
Lei che si trova in un letto d'ospedale, e sta male.
Erano mesi che non stava bene, ma tutti abbiamo commesso l'errore di sottovalutare quello che stava succedendo.
Se potessi tornare indietro...
Ma ora siamo qua, ad aspettare esami, e diagnosi. Che si fanno minacciose, vista la situazione.
Sono questi i momenti in cui ci si rende conto di cosa valga veramente nella vita. Di quali siano le cose fondamentali.
E poi c'è lei.
Che considero, in pratica, la mia seconda madre.
Che mi ha cresciuto, e che ho avuto, che ho, e voglio continuare ad avere accanto, fin dal giorno della mia nascita.
Presenza silenziosa, ma costante. Rassicurante e disponibile.
Una certezza, che ora si sta incrinando.
E anche se non vorrei, la mia mente immagina già scenari possibili.
Non so cosa fare in questi momenti.
Pensarci il meno possibile?
Estraniarsi?
O indirizzare la mente sempre verso lei?
Non lo so.
So solo che è difficile, e ansiogeno, e tremendamente doloroso vederla lì, consumata da chissà quale malattia.
Non mi resta che sperare, e pregare. Pregare che non sia niente di grave, pregare che tutto si risolva, in bene, velocemente. AlpinitàE' finito ieri il tanto atteso weekend dedicato all'81 adunata nazionale degli Alpini a Bassano del Grappa.
E come tutte le cose, mesi di preparativi, di sistemazione delle strade, di lucidare per bene la città... per poi vedere che tutto finisce così in fretta!
Devo dire che ho assistito con crescente emozione all'arrivo in città e in periferia di tende, roulotte, di persone sconosciute che per tre giorni sarebbero state parte attiva di Bassano. E' come se questa adunata avesse risvegliato il cuore pulsante della città: striscioni, cartelloni, segnali stradali, ma soprattutto il tricolore, appeso a sventolare orgoglioso in qualsiasi angolo.
Devo dire che questo nostro sopito senso patriottico dovrebbe essere risvegliato più spesso, perchè il sentimento di far parte di qualcosa di più grande di te è indescrivibile.
Ho partecipato solo al momento della sfilata, perchè da un certo punto di vista la temevo anche, l'ondata alpina!
Comunque, domenica mattina abbiamo raggiunto il percorso stabilito per la sfilata, e lo speaker, la bandiera italiana e migliaia e migliaia di persone hanno contribuito a creare una sorta di magia, di comunione collettiva tra la gente. Sì, sembrano discorsi esagerati, ma io raramente mi sono sentita così parte di un progetto.
L'emozione più grande è stata sicuramente l'aver compreso la dignità, l'orgoglio e il senso di responsabilità che fanno parte di ogni alpino. Immaginare il loro stato d'animo nello sfilare, per ricordare ancora una volta cosa vuol dire essere stato, ed essere, alpino mi ha veramente commosso. Conoscere quel pochino di storia per apprezzare la loro presenza, qui, nella "capitale" simbolica degli alpini e sentire a pelle l'importanza che loro danno a quella penna nera, è stato davvero toccante.
E i loro ringraziamenti alla città, i loro saluti alla folla, le lacrime di un veterano di guerra che, rivolto a noi e alle nostre mani che continuavano a battere seguendo il ritmo delle bande, ci ha detto "ma eora voì proprio farme pianzare"... tutto questo, e tanto tanto altro, hanno avuto il potere di scuotermi per un attimo e farmi sentire veramente l'emozione che arriva da queste persone.
Mi sono stupita anch'io della profondità dei miei sentimenti, ma la giornata di ieri è stata indimenticabile!
Perciò, w gli alpini e... w anche Bassano!! I piccoli piaceri della vitaAlzarsi la mattina e scoprire che fuori il sole splende, e che la pioggia, dopo tanto tempo, finalmente ha lasciato un po' di posto alla luce.
Prendere in mano un libro, e riscoprire ogni volta la stupenda sensazione di perdersi, di vivere milioni di altre vite, di volare via con la mente.
Prendere un braccio un bimbo. E sentirsi pienamente felici per questo, anche solo per un momento.
Accendere la radio e sentire proprio quella canzone che volevi sentire.
Fare dei regali. Preparare una sorpresa a qualcuno a cui tieni tanto. E' la preparazione il momento più bello, l'attesa, l'impegno a far sì che l'altra persona sia felice.
Capire, nonostante tutto, di essere fortunati di avere una bella famiglia. Che non è poco, assolutamente.
Avere obiettivi. Prodigarsi per migliorare la propria vita.
Una gita programmata da tanto tempo. Scoprire città nuove, e conoscere belle persone.
Magari sarò banale, ma penso che siano le piccole cose a dar valore alla nostra vita! QuesitoQuale tipo di legge universale sta alla base del concetto per cui ci sono settimane dense di impegni, che non sai più dove girarti per trovare fiato, e settimane del nulla più totale?!
Secondo me c'è una regola millenaria! VarieFinalmente sono anche io una donatrice di sangue!!
Dopo la disastrosa esperienza di settembre, sabato 26 mi sono ripresentata al centro, armata di buone intenzioni ma anche di spirito battagliero!
Ed è andato tutto bene, per fortuna.
Certo, ho parlato di quel che era successo sia con il dottore che con le infermiere, e loro stessi si sono sorpresi del trattamento che avevo ricevuto... vabbè dai, non conta. Quel che importa è che ho fatto quel che volevo e dovevo fare!
E intanto è ricominciata anche l'allergia...
W la primavera!!!
I still haven't found what i'm looking forFondamentalmente vivo di alti e bassi.
Sono lunatica.
Momenti di serenità, accostati ad attimi di malinconia estrema.
Sprazzi di felicità, seguiti da ondate di tristezza, e pessimismo cosmico.
E questo continuo ondeggiare non è che sia proprio il massimo.
Instabilità, incertezza.
E paura.
Oggi sono in fase calante. Sento l'inconsistenza della mia situazione attuale.
E, per quanto posso, cerco di evitarmi di fare domande.
Evito anche di osservare altre vite, per non tradire da sola il mio precario equilibrio.
Oggi sono giù.
Domani... chissà. SfogoCi sono giorni in cui mi capita di pensare veramente alla mia vita.
A come è stata, a com'è e a come sarà.
E il più delle volte mi sale dalla pancia la sensazione di aver sprecato tanto tempo a cercare cose inutili. A sperare, a sognare cose folli.
Mi guardo intorno, guardo gli amici, i parenti... gente che sta costruendo qualcosa. Persone che si sono immerse nel flusso della vita, e che sono padrone della loro esistenza.
Poi guardo me, inguaribile sognatrice. Stupida illusa che crede ancora in un futuro utopistico.
Dover fare i conti con le mie scelte passate è complicato. Da una parte le difendo, dall'altra le stronco. E mi dico pure che mi sta bene se non ho quello che vorrei.
Perchè in realtà non ho mai avuto il coraggio di vivere.
Mi sono nascosta per anni dietro a mille paure, a timori che mi hanno impedito di essere presente in modo totale.
E ora mi ritrovo ingabbiata a livello mentale. E' difficile da spiegare.
E' come se fossi in letargo. Una sorta di sonno perenne dei sentimenti. Raramente provo qualcosa in maniera profonda.
E' qualcosa di più importante del "pilota automatico".
So, potenzialmente, di "poter fare, pensare, provare", ma nella realtà dei fatti non ci riesco, e non ci riesco perchè la sensazione è che sia troppo difficile e faticoso. E io ci provo a superare questa cosa, ma mi sento come se fossi ammanettata al fondo dell'oceano, e vedessi la luce, l'aria. E non riuscissi a liberarmi per poter respirare. In apnea.
Oh, non so, è complicato spiegare questa cosa.
Il problema è che, a 23 anni, comincio a preoccuparmi seriamente...
Boh. Buon compleanno a...Caspita!
Stavo riguardando ieri tutti i vecchi post quando mi sono accorta che dal primo intervento è passato parecchio...
In pratica il blog ha compiuto un anno il 29 marzo!
Pazzesco constatare ogni volta la velocità con cui passa il tempo... mi sono imbarcata in questa avventura così, per vedere com'era, e con il passare dei giorni posso dire di essere entrata in contatto con persone che spero di poter conoscere, perchè, anche se lontane, mi hanno trasmesso sensazioni positive. Ho approfondito un po' la conoscenza di me stessa, ho scherzato con gli amici, ho riso, ho riflettuto, ho provato a scoprirmi un po'... insomma, buon compleanno blog! CignoE' strano riascoltare vecchie canzoni. Capita che un giorno, così, per caso (è davvero per caso?), riprendi in mano uno dei cd che ascoltavi tempo fa, lo fai suonare, e d'improvviso ti ritrovi in ogni riga di qualche canzone. Come se finalmente avessi capito il senso di quelle parole, di quella musica.
Sensazione strana, come di "risveglio", ma bella.
Swan (Elisa)
Walking by yourself in the cold, cold winter Wrapped up in your coat like It’s a magic blanket You say: "No matter where I go They all look like strangers" You see, the world only seems The fairytale that it isn’t Dream on, dream on There’s nothing wrong If you dream on, dream on Of being a swan But I know you're thinking... And now you’re looking at the sky Talking to your angel Could he turn this dirty street Into a flying carpet? But then you say: "I am not scared of anything" Such a shy lie silent as the snow that is fallin’ down Dream on, dream on There’s nothing wrong If you dream on, dream on Of being a swan But I know you’re thinking: "Am I gonna make it through?" Dream on, dream on (and you can't run away) There's nothing wrong (you've got to find a way to make it through this mess) If you dream on, dream on ('cause you can't run away) Of being a swan (you've got to find a way, a way out of this mess) But I know you're thinking: ('cause you can't run away) "Am I gonna make it though?" (you've got to find a way to make it through this mess) Girl on the run (go girl) You don't look back (go) What did you see? (go girl) What did you get? (go girl) You're on the run (go girl) Trying to forget (go) But in the end, Is it so bad? Girl on the run (go girl) You don't look back (go) What did you see? (go girl) What did you get? (go girl) You're on the run (go girl) Trying to forget (go) But in the end (go girl) Is it so bad... (go) Being a girl? Being a girl? Mai lasciare la strada vecchia...... per quella nuova.
Sai quel che perdi, ma non sai quel che trovi.
E se, nello specifico, lasci la sicurezza, per addentrarti nella fornitura di energia nel "mercato libero", sei un pazzo!
E ora c'è, ovviamente, una bella gatta da pelare. StandbyDevo dire che in effetti, sì, sto latitando.
E' passata più di una settimana dall'ultimo intervento.
Mah, diciamo che sto attraversando un periodo di metabolizzazione inconscia. Nel senso che penso tanto, a tante cose, e cerco di mettere a posto, pian pianino, nel quotidiano, quel poco che son riuscita a modificare di me stessa.
Mi fa strano andare a leggere i primi post, o qualche pagina dei miei diari segreti.
E' come nel film Orgoglio e Pregiudizio, quando c'è Lizzie che è seduta su un altalena e vede lo scorrere del tempo attraverso i cambiamenti delle condizioni metereologiche.
Aspetto. Osservo. Mi osservo.
E vedo quello che succede.
Ci sono sere che invoco un cambiamento, uno scossone positivo. Perchè vorrei poter assaporare la Vita completamente.
Poi però mi dico che se sto così un motivo ci sarà.
Tempo al tempo, dice la saggezza popolare. E io, alla saggezza popolare, ci credo. Auguri!Buona Pasqua a tutti!! LeiLei è meravigliosa, stupenda.
E' bellissima!
La guardo, guardo le sue manine, guardo la sua testina... è vedo solo Bellezza.
E i suoi occhi... i suoi occhi sono così profondi e "saggi". Non so spiegare questo luogo comune, ma è vero. Gli occhi dei bimbi sono magnetici.
E nei suoi potrei perdermi per ore.
Stare semplicemente ad osservare questa piccola creatura. Commozione di fronte all'essenza stessa della vita.
E ricevere in cambio così tanto, da ricaricare ogni sorta di batteria interna.
E' come se una cascata d'acqua pulita e fresca lavasse via tutte le negatività.
Purezza.
Speranza.
Così piccola, ma così già immensamente grande. Eccoti!Ieri si è affacciata alla vita una nuova bimba.
E il suo arrivo mi riempie di una gioia così intensa da mozzare il fiato!
Benvenuta Camilla! ChiedereRiflettevo oggi su quanto sia difficile ammettere di aver bisogno degli altri.
E su quanto sia ancora più complicato, poi, chiederlo questo aiuto.
Non è presunzione di poter fare tutto da soli. No.
E' solo che doversi appoggiare a qualcuno è tremendamente complesso soprattutto per chi non è capace di delegare.
Si legge dappertutto, ormai, che è importante "scaricare" qualche responsabilità, nel senso che non casca il mondo se non si fa tutto da soli.
Ma c'è chi (...) questa cosa non è - ancora - capace di farla.
E non è perchè non ci si fidi degli altri.
E' come se chiedere aiuto significasse "pesare" sugli amici, sulle persone che ci circondano...
Forse è perchè si ha paura di farsi vedere, in qualche modo, imperfetti, anche se si sa che la perfezione non esiste. A volte ci buttiamo la zappa sui piedi da soli"La mia sofferenza è la mia vendetta contro me stesso"
Albert Cohen
Uh, frase pesante questa.
Frase complessa e complicata.
Ma credo che un fondo di verità lo contenga.
Ho sempre pensato che un certo tipo di sofferenza sia, in qualche modo, autoindotta.
Non volontariamente eh. Ma in un certo senso strumentalizzata perchè possa consentirci di punirci.
Inconscio che lavora per noi.
Trovare sempre nuovi motivi di sofferenza per espiare una colpa che in fondo non abbiamo.
Spesso mi sento così, colpevole di assaporare un sorso di felicità.
In debito verso qualcuno o qualcosa, e quindi sempre in difetto.
Sensi di colpa.
Non so da cosa derivi questo tipo di pensiero.
So solo che mi ha impedito, negli anni, di ricercare tutte quelle cose belle che la vita è in grado di offrirci.
Ma è un fantasma contro il quale ho deciso di combattere.
Devo solo mettermi in testa che ognuno ha diritto alla felicità. Ognuno ha il diritto di essere al mondo.
Eh, sembrano frasi scontate, me ne rendo conto... ma qualche volta sono le cose scontate che si rivelano essere le più difficili da conquistare. Verità... Non lo faccio perchè voglio atteggiarmi da diva.
Nella mia testa succede che comincio a pensare. Penso che in realtà la mia presenza non sia necessaria, o non sia gradita. Penso che potrei benissimo stare a casa perchè nessuno sentirebbe la mia mancanza. Penso di essere in qualche modo invisibile. E quindi inutile.
Non so controllare questi pensieri.
E mi faccio prendere da paure ingiustificate. Perchè razionalmente so che ci sono persone con le quali questi pensieri non dovrebbero proprio sfiorarmi. Persone che da tempo mi hanno dimostrato il loro affetto. Persone di cui sono cosciente di potermi fidare.
Ma c'è sempre uno spiffero, nella mia testa. E queste correnti gelide soffiano anche se è tutto sereno.
In realtà sono io, che l'autostima non so nemmeno cosa sia.
E per provare a me stessa che forse valgo qualcosa, devo mettere alla prova chi mi sta vicino. Continuamente, incessantemente.
Devo capire qual è il punto di rottura, oltre il quale non si torna più indietro. Verificare il "gradimento" che riscuoto verso gli altri.
E' chiaro che è un processo involontario, che avviene perchè fondamentalmente sono insicura di me. Il problema è che è incontrollabile.
E ho paura che le persone prima o poi possano stancarsi di questo teatrino, che ha personaggi e battute già decise da troppo tempo.
Cerco di fermarmi prima, qualche volta. Provo a trattenermi.
Ma l'inconscio è troppo forte... e sono sempre sullo stesso palco, a ripetere l'ormai noto spettacolo, a richiedere sempre le stesse conferme e - quel che è più tragico - ogni volta dalle solite persone.
Un circolo vizioso, insomma. Ne uscirò mai? Evvai!!Oh, my God!
Ritorno ragazzina per qualche minuto per spiegare cosa è successo oggi.
Ero in palestra, con l'under 12, e stavamo facendo una partitina.
Ad un certo punto arrivano sugli spalti dei ragazzi, alti... molto alti. Poi ho fatto mente locale e mi sono ricordata che qui, fra poco, c'è la Coppa Italia A1 di pallavolo maschile...
In pratica c'era il Cuneo che ci stava guardando. Alla fine i giocatori sono scesi sul campo e, gentilissimi e disponibilissimi, hanno accettato di giochicchiare un po' con le ragazzine.
Morale della favola: ho stretto la mano e parlato a Javier Gonzales!! Nome sconosciuto ai più, ma mitico palleggiatore che ha giocato nella nazionale cubana qualche anno fa, e che quando è in campo incanta e rapisce con l'entusiasmo e la passione con le quali gioca. Un mito, per me l'esempio perfetto del pallavolista: appassionato, con il cuore, in campo, e gentilissimo fuori.
Un'emozione fantastica. Insomma, ero lì, e a pochi metri c'erano atleti eccezionali, gente che "miseria, che bravi!" è il commento più freddino.
E' come se un appassionato di motociclismo si trovasse Valentino Rossi davanti. Ecco.
Indescrivibile! LifeCi sono giorni in cui le certezze che hai vacillano un po'.
Basta una frase sentita, una canzone, uno sguardo, e torni a chiederti sempre le stesse cose.
Poi arrivi immancabilmente anche alla solita conclusione, ma per qualche giorno è come se vivessi in un limbo.
Ecco, mi trovo in questa fase.
Che diamine sto facendo?
Mi sono aggrappata a un sogno inutile? Sto vivendo in funzione di un domani che non si avvererà?
Mi sento sospesa nel vuoto, a guardare la vita che scorre inesorabile.
E sono sempre più convinta che non sono fatta per vivere in questa epoca. Certo, mi trovo qui e cerco di vivere al meglio, ma è come se non riconoscessi niente di quel che ci circonda. Un pesce fuor d'acqua.
Boh, arriverà anche per me il momento di imparare a restare a galla. E da un certo punto di vista lo aspetto, questo momento.
Chissà che la smetta di fare tutti questi viaggi mentali stupidi e pericolosi!
Un pensiero si affaccia alla mente.
Oggi sono 6 mesi che non ci sei più. 6 mesi esatti.
Il tempo passa veloce, e si porta via tutto.
Ma tu non te ne sei andato. Sono tornata!Cribbio che settimana che ho passato!
Giuro, non mi ammalavo a questi livelli dalla terza elementare, come minimo.
Febbre a 38°c costante, con picchi a 39°c e passa. Per 6 giorni consecutivi!
Vabbè, ora dobbiamo scongiurare il pericolo ricadute, ma devo dire che mi sento veramente bene oggi (e lo dico, in barba alla mia teoria!). |
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