cristina's profileCri’s RoomPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Pensando...Sto riflettendo su di me in questi giorni.
Una sorta di rivisitazione della mia vita fino al giorno d'oggi.
Pensavo a quella bambina introversa e timida, che non sapeva cosa il futuro le avrebbe riservato. Viveva intensamente, ma ancora inconsapevole della situazione che aveva segnato la sua vita fin quasi dalla nascita.
Pensavo a quella ragazza adolescente, pessimista e disincantata, al momento in cui ha iniziato a rendersi conto della realtà delle cose. A tutte le amicizie vissute fino in fondo, e a tutte le volte che i suoi sentimenti sono stati calpestati. A tutte le volte che ha rinunciato a fare qualcosa per paura dei giudizi della gente... per paura e basta.
E penso a come sono oggi. A tutte le cose che fino a pochi anni fa mai mi sarei sognata di fare.
A tutti i momenti bui, a tutte le crisi che ho sopportato e superato.
Non ho un carattere facile, ma inizio ad accettarmi per quella che sono.
Penso a quanto sia cambiata rispetto a quella bambina e a quell'adolescente. E anche se mi manca tanto per "rimettermi in pari" con i miei coetanei, sento di essere cresciuta.
Ognuno ha il suo percorso di vita, in cui il destino ha grandi responsabilità.
Il mio è stato segnato presto, ed in questi anni l'ho sentito spesso intromettersi nel flusso della mia vita... positivamente e, più spesso, negativamente.
Nonostante questo, posso affermare oggi che non cambierei mai la mia vita con quella di nessun altro.
E questo è un grande traguardo per me. Un mese... E tu non ci sei.
Un mese, e la vita va avanti.
Un mese fa la tua vita si è fermata lungo una strada, e i giorni che passano non fanno altro che allontanare sempre di più quello che è stato, quello che sei stato.
E' ancora di irrealtà la sensazione che provo. Per fortuna solo raramente riesco a percepire con lucidità la tua assenza.
Vedo la tua foto, ogni giorno, e quello che è successo mi sembra così maledettamente impossibile.
Immaginarti in un'altra dimensione mi riesce ancora difficile... ma spero, con un'intensità da togliere il fiato, che esista qualcosa, aldilà di questa vita.
Un luogo in cui possa incontrare nuovamente tutti coloro che sono volati via troppo presto, strappati ad una vita che era degna della loro presenza tanto quanto lo è ora il cielo. Strappati a me.
Dio com'è difficile... non immaginavo che sarei stata toccata dalla morte ancora così vicino... so solo che ti penso. E che mi manchi.
Giulietta e RomeoSpettacolare!
L'unica parola che descrive bene quello che ho visto ieri sera...
L'Arena era riempita ogni oltre limite... 14.000 persone assiepate ad assistere a Giulietta e Romeo, l'opera di Riccardo Cocciante.
21.20... arriva in scena un giovane sconosciuto che inizia a cantare... e con poche parole già mi rapisce il cuore! Si chiama Gian Marco Schiaretti, ieri sera ha interpretato Mercuzio con un'intensità rara, da brividi.
Tutti gli attori sono stati fenomenali... Romeo (Marco Vito), Giulietta (Tania Tuccinardi), Tebaldo (Valerio Di Rocco), di nuovo Mercuzio... ho passato 2 ore splendide, totalmente rapita da quello che accadeva sopra il palco. Le musiche, le scenografie, i costumi... tutto splendido!
Le canzoni singole, le parti corali.. è faticoso descrivere come l'attenzione possa essere catturata in modo così totale.
Se solo potessi, tornerei stasera stessa a rivedere questo magnifico spettacolo...
Tornando agli attori, devo davvero complimentarmi con Gian Marco: il suo Mercuzio è stato talmente perfetto da sembrare irreale. La sua voce, così potente ed emozionante, si librava nell'arena e ci ha portato in un'altra dimensione. La sua mimica facciale è stata eccezionale e carismatica, e la sua presenza scenica è indiscutibile.
La sua interpretazione ha quasi fatto passare in secondo piano altri protagonisti... cosa sicuramente non voluta, ma date le circostanze è stato impossibile evitare di concentrare l'attenzione su di lui!
Programmi per la serata...Stasera...Romeo e Giuliettaall'Arena di Verona!
PausaOggi è uno di quei giorni in cui sembra che tutto mi stia scivolando dalle mani.
E' come se io fossi ferma e tutto il mondo intorno a me si sia messo a girare vorticosamente...
Il nuovo anno è cominciato, tra la laurea che si sta facendo sempre più prossima, la nuova attività di babyvolley e un lavoro che per ora resta un'incognita.
Come vorrei poter fermare il tempo, anche solo per due minuti, solo per riprendere fiato. Solo per respirare e non avere la sensazione di essermi presa indietro.
Le persone intorno a me sono così... "vive", così impegnate a vivere pienamente la loro vita... mentre io, in questo momento, ho solo voglia di rimanere immobile, di stoppare pensieri e paranoie, di fermarmi per riprendere in mano il filo della mia vita.
Questa notte ti ho sognato... un sogno abbastanza strano, ma quando stamattina mi sono svegliata, ero felice di averti visto un'altra volta, anche solo in sogno. Sembravi felice, sereno... ed è così che ti voglio immaginare ora.
La tua foto mi ricorda quanto bella e intensa possa essere la vita. La tua assenza mi ricorda la nostra immensa fragilità.
Mi mancate. Quando uno vuol fare del bene...Dopo parecchio tempo mi ero decisa ad andare a donare in sangue.
A maggio ho fatto le visite, i controlli, ed ero risultata idonea.
Stamattina, alle 7, carica di buone speranze, parto e mi presento in ospedale... questionario, visita e finalmente sulle poltroncine del centro trasfusione.
Manco a dirlo, capitano tutte a me!
L'infermiera di turno, dopo avermi legato, tanto per dire, il laccio emostatico (tra il laccio e il mio braccio poteva passarci un tir), inizia a palparmi le vene: braccio destro, braccio sinistro ma niente... arriva un'altra infermiera, professionale come può esserlo un contadino (con tutto il rispetto, ovvio!), in una sala operatoria, e ancora non si trova la vena.
Tanto per fare qualcosa iniziano a bucarmi lo stesso, con quell'ago che sempre il doppio, il triplo, degli aghi normali per i prelievi.
Ad un certo punto arriva la dottoressa, che, colpo di genio!, lega più forte il laccio emostatico e trova la vena! Naturalmente non finisce così... ritorna la prima infermiera, slega il laccio (arghhhhh!) e mi buca il braccio: ovvio, della vena non c'è più traccia.
Ricominciano a palparmi le braccia... e il tutto andava avanti da 20 minuti. Altri buchi "tanto per provare", e io demoralizzata come non mai.
Finchè, dopo 5 tentativi di trovare la vena (= 5 buchi!) le infermiere demordono e mi mandano a casa.
Solo che, a sto punto, per pararsi il cosiddetto, scaricano la colpa su di me, dicendo che avevo dormito troppo poco e che per questo le vene erano poco evidenti.... ma si può, dico io?!
Ok, so che è possibile che non si trovino le vene, ma 4 mesi fa, durante la prima visita, l'infermiera mi disse che avevo delle vene adatte a donare... che è successo allora?
Fatto sta che me ne sono tornata a casa, alquanto dispiaciuta perchè ci tenevo a questa cosa.
La (mancanza di) professionalità di certe persone è sconvolgente, e il tatto con cui affrontano determinati argomenti lo è ancora di più. Oltretutto, dopo avermi fatto sentire in colpa per non avere buone vene (seh, come se potessi avere voce in capitolo... qualcuno sa come farle crescere?), sembrano quasi sconsigliarmi di tentare di nuovo. Ma è così che si tratta un potenziale donatore? Voglio dire, se ho deciso di donare il sangue è stato per una scelta personale, ed è naturale che ci tenessi... e loro smorzano così questa volontà?
Io non ho parole. |
|
|