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Parole...Queste parole sono l'espressione di quanto avevo e ho già nella mente e nel cuore.
Sono da ascoltare, capire, memorizzare, fare proprie, metabolizzare...
(P.S. Grazie Nina!) Fine?
Eccoci qua.
Tre anni passati, come si suol dire, in un lampo.
Ieri ultimi due esami, e devo ancora realizzare che sono arrivata al capolinea.
La corriera, tornando a casa, è stata motivo di ricordi... James Blunt nel lettore e immagini che scorrevano davanti ai miei occhi.
Quante lezioni, quanti concetti... quanti fogli di appunti e penne consumate!
I nuovi amici che ho trovato (una in particolare), i conoscenti, i colleghi di corso che faranno sempre parte della mia vita.
I sorrisi, le risate durante le spiegazioni, gli sbuffi di noia, la curiosità e la voglia di scappare via.
Mani e menti pronti a cogliere ogni parola, e occhi che si guardano attorno cercando di rapire quanti più momenti possibili, da ricordare, più avanti.
I momenti di svago, e gli esami...
Tre anni che sono stati importanti, tre anni segnati dalla fine di qualche amicizia, dal consolidamento di altre e da nuovi rapporti con persone che non avrei mai immaginato.
Ora è il momento della malinconia, della nostalgia... dei ricordi incastonati nel cuore e nella mente.
Il tempo, quando è finito, passa sempre troppo in fretta... Destino?"Arriva un momento speciale nella vita ogni uomo, il momento per cui quell'uomo è nato.
Quella speciale occasione, se riesce a coglierla, gli permetterà di adempiere alla sua missione, una missione per cui è destinato in modo esclusivo.
In quel momento scoprirà la sua grandezza."
- Winston Churchill - DecisioniE' brutto quando qualcuno distrugge i tuoi piani.
Quando qualcosa si mette d'ostacolo tra te e il raggiungimento dei tuoi sogni.
E' brutto soprattutto quando tu non puoi farci niente, tranne accettare passivamente una decisione altrui.
L'impotenza nell'agire è veramente devastante. L'impossibilità di darsi da fare per migliorare il proprio futuro è tremenda.
E intanto il tempo passa, a ricordare che non si può stare in stand-by tutta la vita.
Qualcuno mi ha detto che niente viene per caso.
Lo spero, anche se ora come ora, trovare un significato positivo in questo, è davvero dura. Soprese..."...Peccato che la vita non va
Sempre dove vuoi Sempre come vuoi È amara a volte è una sfida Chissà se ci basterà Vivila e vedrai Che non sei solo, in mare aperto in un deserto Ovunque tu sarai Non sarai solo mai..." Raf - Vita, Storie e Pensieri di un alieno Imparare a difendersiEh no, mo basta!
Di nuovo accusata dell'intera colpa. Di nuovo a difendermi, a spiegare le mie ragioni di fronte a fatti riportati.
Io che per amor di pace cerco di essere diplomatica, ogni volta mi ritrovo a tirar fuori le unghie per farmi valere.
Benissimo, splendida palestra per la vita!
Ma inizio ad essere un po' stanca di essere presa sempre per i fondelli.
In dialetto veneto si dice
"3 volte boni, 3 volte co**ni"!!!
Fin'ora ho sempre cercato di rimanere nell'ombra, di non disturbare troppo con la mia presenza... da oggi in poi chi mi farà uno sgarbo dovrà sentirmi!
La punteggiatura, nei dialoghi, le pause di sospensione, le frasi lasciate a metà... hanno un significato e un obiettivo preciso, sempre. Ricordi di un'amiciziaMi sono ricapitati in mano i vecchi diari, i fogli volanti usati da me e te per parlare in classe, durante le lezioni.
Un caso, stavo rimettendo a posto la scrivania e sono stata ricapultata di colpo nel passato.
Due anni fa. Ricordi?
La vacanza che ora capisco essere stata il congedo finale. Gli ultimi, veri, sprazzi di un'amicizia speciale.
Sì, nonostante le cose dette, le vite separate... continuo a considerarti tra le persone che mi hanno reso la vita felice.
Credo che quello che abbiamo condiviso in 5 anni passati insieme sia stato talmente bello che non bisogna sciuparlo con rimasugli di rancore.
Mi capita di pensarti, di parlare di te... e cerco di fare di tutto per non sporcare i ricordi.
A volte è difficile, il male e le sofferenze sembrano prevaricare e incombere sui miei pensieri. Ho appena letto una frase che ho scritto in quel periodo... quell'anno è stato il più brutto mai passato. L'anno che ha segnato la fine della nostra amicizia.
Ora mi capita di rivederti ogni tanto, e l'indifferenza con la quale ci salutiamo mi sorprende.
No, non sto avendo ripensamenti. Ho fatto quel che si doveva fare: mi sono protetta, ho scelto di pensare a me a costo di perderti.
E per la mia "salvezza" e "sanità mentale" è stato un passo fondamentale.
Quel che mi stupisce è l'immane difficoltà con la quale si creano i rapporti, e di contro, l'estrema facilità con cui si chiudono.
Io ho riempito il vaso con l'ultima goccia, ma quel vaso era già pieno di suo. E le cose dovevano andare così, per entrambe.
Queste parole sono solo un modo di concretizzare i pensieri nella mia testa.
Non vogliono essere altro.
Non mi pento, non tornerei indietro... e la scelta che ho fatto è stata coraggiosa ma necessaria.
Non sono capace di vivere i rapporti in superficialità. Almeno non con le persone che considero importanti.
Non mi andava di fare l'ipocrita, di fingere un sentimento che da tempo non c'era più, che si era affievolito in seguito alle cose successe e, di più, a quelle non successe.
Ho agito lasciandoti la possibilità di replica. Possibilità che non hai colto e che mi ha dato la forza necessaria per chiudere. Definitivamente.
Come ho scritto in quei tempi, lasciarti andare significava anche lasciare una parte di me.
E questa è stata la cosa più difficile. Io, nel rapporto con te, sono cresciuta e sono stata bene. E abbandonare quella parte di vita è stato incredibilmente faticoso.
Ora però sono convinta di aver fatto la scelta giusta. Nonostante la perdita di una persona importante come te.
Con il tuo comportamento mi hai insegnato tanto. Mi hai aiutato a maturare.
Ho sbagliato io, hai sbagliato tu. Non attribuisco colpe, non sono così ingenua da farlo.
Quel che è successo era inevitabile, e la fine, per me, è stata quasi un sollievo.
Ora ci sono altre persone a fianco a me. Persone speciali.
Persone che fanno parte di me, esattamente come ne facevi parte tu. L'unica differenza è che tu eri la sola.
Queste persone mi hanno sostenuto, mi hanno preso di peso e portato avanti, non si sono rassegnate a lasciarmi nel punto in cui mi ero fermata. Voglio ringraziare queste persone.
Senza di loro non sarei qui oggi.
Ho scoperto che condividere è bello, che fidarsi è liberatorio, che credere nell'amicizia è vitale. Senza titoloIeri stavo ascoltando Back to Bedlam, di James Blunt... fino a che sono arrivata a Tears and Rain, e precisamente alla strofa
"I guess it's time I run far, far away..."
Ecco quello che farei ora: scapperei, correrei via... mi farei trasportare dal vento e dai sogni... via da qua, via da tutto questo stress, da questa vita che mi sta stretta, troppo stretta, che mi impedisce di respirare e di liberare la mia anima.
Attenta a ogni dettaglio, a ogni particolare detto o fatto; attenta a non urtare i sentimenti di nessuno, a costo di soffocare i miei.
Sono stanca di tutto questo... avessi il coraggio sufficiente, me ne andrei. Scapperei via da questa esistenza che mi sta impedendo di vivere.
Vaneggiamenti dovuti alla stanchezza?
No, non credo, oggi no. Consigli..."E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere,
non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.
Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo,
senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla,
alzati e và dove lui ti porta."
Susanna Tamaro
Va dove ti porta il cuore
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