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    Tutto va...

     
    Devo dire che un po' mi dispiace.
    Mi dispiace perchè non ho capito cosa sia successo.
    Mi dispiace perchè le cose in sospeso non mi sono mai piaciute.
    E perchè non so cosa pensare.
     
    Ma a questo punto io non ci penso più.
     
    "Tutto va, come deve andare,
    o perlomeno così dicono,
    Tutto va, come deve andare,
    o perlomeno me lo auguro...".

    Revival

     
    Lo ammetto: sono una nostalgica dei cartoni animati degli anni '80 e '90.
    Ho tutta la serie di Candy Candy, e me la sono riguardata dalla prima puntata all'ultima.
    Per non parlare dei vari Mila e Shiro, Holly e Benji, Lady Oscar, Sailor Moon... che bei tempi!
     
    Ieri sera sono stata al cinema... c'era "Alvin Superstar"! E non potevo proprio perdermelo...
    è stato F A N T A S T I C O !!!
    E' stato davvero bello rituffarsi nelle atmosfere di quei cartoni animati, tornare bambini, in un certo senso.
    Il film è spassosissimo, divertentissimo, una chicca da non lasciarsi sfuggire!

    Senza titolo

     
    Stamattina il mio risveglio è stato accompagnato da una brutta notizia.
    Heath Ledger, l'attore divenuto famoso grazie all'interpretazione di Ennis Del Mar in "I segreti di Brokeback Mountain" è stato ritrovato senza vita a New York.
    Mi ha sconvolta questa notizia.
    Sarà perchè quel film l'ho amato davvero tanto...
    Vabbè... buon viaggio...

    heath

    Già...

     
    Credo che la capacità di chiudere un rapporto "esaurito" sia una qualità.
    Se, in generale, due persone non hanno più nulla da dirsi, niente da condividere, che senso ha continuare a trascinare stancamente un'amicizia, o qualsiasi altra cosa sia?
    Se non c'è più voglia di parlare, se l'altro non fa più parte della propria vita, o non ne ha mai fatto, perchè continuare fingendo che niente sia cambiato?
    Ci vuole coraggio, invece, a prendere per le corna questa situazione.
    Ci vuole coraggio a mettere bene in chiaro quello che si pensa, e, se è ancora il caso, chiudere in maniera definitiva.
    Certo, è più comodo ignorarsi, far finta di niente. E' più comodo lasciare che siano gli altri a fare il primo passo.
    Non sopporto le situazioni di stallo. Non sopporto l'ambiguità e l'ipocrisia. Che pesantezza!
     
    E continuo a pensare che il coraggio sia la vera virtù dei forti.

    Orgoglio e Pregiuzio

     
    Tralasciando per un momento il mio Dr. House
    (chi mi conosce sa...!),
    il personaggio letterario che mi è più caro è senza dubbio il Signor Darcy, di Orgoglio e Pregiudizio.
    Credo di esserne follemente innamorata!
    La storia d'amore tra lui ed Elizabeth Bennet è talmente delicata e romantica... è poetica!

    Ma gli altri come fanno?

     
    Ma gli altri come fanno?
    Me lo sono sempre chiesta.
    Sono io che sono diversa, o sono gli altri ad essersi "rassegnati"?
    Non so... vivo con una costante e continua inquietudine, o insoddisfazione, o paura.
    E mi chiedo sempre più spesso se queste domande ronzino prima o poi nella testa di qualcun'altro. Me lo chiedo perchè vedo spesso gente che "si accontenta" di lavorare per vivere. Come si fa?
    Come si fa a non sentirsi bruciare di passione per qualcosa?
    Come si fa a non avere altri interessi, ad appiattire l'animo sulle 8 ore di lavoro quotidiane?
    Come si fa a vivere una quotidianità fatta solo di sensazioni superficiali?
     
    Boh. A volte arrivo a pensare che questo tipo di persone siano in qualche modo graziate.
    Perchè probabilmente non conoscono i tormenti di un'anima in pena.
    Dall'altra parte, però, credo di essere fortunata io in un certo senso. Perchè posso almeno immaginare che la Vita sia qualcos'altro rispetto alla timbratura di un cartellino.
    Posso provare a cercare quelle situazioni e quelle persone che mi aiutino a completarmi.
     
    Non so... non riesco proprio a capire come si possa rassegnarsi a una quotidianità monotona e piatta.
    So che apprezzarla sarebbe un grande passo verso, almeno, l'attenuazione dell'inquietudine. E so che questo è proprio quello che mi servirebbe.
    Ma non ci riesco, c'è poco da fare.
    Per me c'è altro, c'è sempre qualcos'altro.

    La triste realtà

     
    Il mondo appartiene ai prepotenti e ai disonesti.
    Appartiene a quella gente che sa di poterla sempre fare franca grazie alla posizione che occupa.
    Appartiene a chi distrugge i sogni di giovani ragazzi appassionati, solo per ripicca. Solo perchè non hanno seguito un ordine ingiusto e ipocrita.
    Appartiene a chi reagisce mettendo addosso le mani, invece di ragionare. Appartiene agli "adulti" della situazione, che di maturo, però, hanno sono l'età anagrafica. Appartiene ai cosiddetti potenti, che non capiscono le conseguenze delle azioni che commettono. O non le vogliono capire. O, pur capendole, se ne fregano, perchè l'importante è il tornaconto personale, e il salvarsi la faccia. Magari rovinando l'immagine di qualcuno, di qualche ragazzo che ha la vita davanti. Ma chi se ne frega, l'importante è rimanere abbarbicati e incatenati al posto di comando.
    Appartiene ai boriosi, agli arroganti, ai para***. Appartiene a chi fa l'amico della situazione, il saggio, la guida. E che poi pugnala alle spalle solo per rimanere sempre e comunque dalla parte del più forte. Perchè è tanto comodo così.
    Appartiene a chi non lo merita.
     
    Il mondo non è solo questo, lo so bene.
    Ma questa è l'immagine che ho davanti agli occhi da un paio di giorni.
    Ho smesso di chiedermi da che parte stia la giustizia. Dove siano le leggi che dovrebbero tutelare il più debole.
    La consapevolezza che le cose non potranno cambiare mai più di tanto è triste.
     
    E sono disgustata.

    Destino

     
    Credo nel destino.
    Sono convinta che ci sia a qualche livello superiore un qualcosa di scritto, di già previsto prima della nostra nascita. Non posso credere che tutto sia casuale e senza senso.
     
    Per questo, a volte, ho il terrore di lasciarmi sfuggire l'occasione, di non riuscire a riconoscere un evento fondamentale per la mia vita.
    Ho paura di aver chiuso le porte in faccia a situazioni che, invece, avrei dovuto sfruttare. A persone che avrebbero dovuto far parte della mia vita, e che non sono riuscita a riconoscere in tempo.
    Come quella vecchia storiella in cui un naufrago, convinto di dover essere salvato da Dio, rifiuta per due volte consecutive l'aiuto da parte di due navi. Il naufrago quindi muore, arriva al cospetto di Dio ed è arrabbiato per il fatto di non essere stato salvato. E Dio gli risponde dicendogli che gli aveva inviato due navi, e che è stato lui a non aver saputo cogliere l'occasione di salvarsi.
     
    Ecco. Di questo parlavo.
    E se avessi perso qualcosa di importante? Se non fossi stata in grado di capire?

    E si ricomincia

     
    E anche 'ste vacanze ce le siamo lasciate alle spalle.
    Sembrerà strano, ma io ne sono contenta.
    Ho capito che stare troppo a casa, senza aver nulla da fare è deleterio.
    Per il morale, per lo spirito e per il fisico.
    Ho bisogno di tenere occupata la mente, di non avere troppo tempo per lasciare lavorare il cervello. Che rema contro, traditore.
    Sapevo che quest'anno non sarebbe stato facile... e sapevo che avrei faticato per "rimanere sempre a galla".
    A volte i pensieri si colorano di grigio, o del buio del nero più nero. E trovare un appiglio per non ricadere nella solita trappola è difficile.
    Ho bisogno di sentirmi utile, di capire che la mattina mi alzo con uno scopo.
    Vorrei solo trovare la forza di sentirmi, qualche volta, soddisfatta di me stessa e di quello che sto facendo.